Cosa fare se il genitore separato non rispetta gli accordi di separazione nei confronti dei figli

Aggiornato il: 3 gen 2019

A seguito della separazione tra i coniugi, spesso già dopo i primi 6 mesi, uno dei due ex si rende gravemente inadempiente degli accordi di separazione stabiliti, laddove a pagarne le conseguenze sono i figli minori.

Le fattispecie che configurano l'inadempimento sono numerose e non tipizzate dal legislatore. Le cause più note possono essere: il mancato pagamento dell'assegno di mantenimento verso i figli, il comportamento del genitore che tende ad inculcare un credo religioso con modalità pregiudizievoli per lo sviluppo del figlio o tali da impedire il suo normale inserimento nella società, il genitore come ad esempio la madre, che mette in atto comportamenti finalizzati ad impedire ai propri figli di vedere il padre o a mettere quest’ultimo contro i figli stessi, il mancato rispetto dell'orario di visita, lo stato di tossicodipendenza o alcolismo, la personalità violenta di un genitore nei confronti della madre e/o del figlio, ecc. Tali circostanze possono essere la causa della perdita dell’affidamento.

L'affidamento della prole può essere condiviso o esclusivo, a seconda di quanto è stato stabilito con la separazione.

L'ordinamento propende con una certa preferenza verso l'affidamento condiviso ad entrambi i genitori, questa è la regola, ed i casi in cui si mira all'affidamento esclusivo sono eccezionali.

Perchè ciò avviene?

Avviene ciò perchè l'interesse del minore è considerato preminente, e l'affidamento condiviso tende ad eliminare, o almeno a ridurre le ripercussioni che i figli potrebbero patire a causa dello scioglimento dell’unione sentimentale dei genitori. L’affidamento esclusivo invece si pone come una scelta estrema da assumere in presenza di una lesione del benessere dei figli.

Due sono le condizioni in cui il giudice opta per l'affidamento esclusivo:

1) quando l'affidamento condiviso si dimostra pregiudizievole per il minore;

2) quando il genitore si dimostra incapace o inidoneo a poter curare il figlio minore.

Pertanto, se il genitore si rende responsabile di atteggiamenti prepotenti e prevaricanti finalizzati ad incrinare il legame e la frequentazione tra i figli e l’altro genitore, viene a perdere l’affidamento condiviso.

La Corte di Appello di Catanzaro, ripercorrendo la strada del giudizio in primo grado del Tribunale di Cosenza, ha convalidato la sussistenza di un comportamento da parte della madre finalizzato ad escludere la figura paterna dalla vita dei figli. Essendo l’interesse dei figli preminente, il comportamento materno dannoso può comportare l’esclusione dall’affidamento condiviso per quest'ultima, dando vita come conseguenza, all'affidamento esclusivo all'altro genitore.

I comportamenti inadempienti degli accordi di separazione realizzati dall'ex coniuge sono perciò numerosi, ed il più delle volte si ripercuotono sui figli minori, i quali vengono spesso strumentalizzati.

I rimedi per far fronte a tali inadempienze sono due:

1) si può chiedere con ricorso l'affidamento esclusivo della prole;

2) ai sensi dell'art. 709 ter c.p.c., si può seguire la via meno drastica, che consiste nel richiedere l'ammonimento del genitore, il risarcimento ed una sanzione pecuniaria amministrativa, la cui entità può essere determinata tra un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro da pagare a favore della Cassa delle ammende. Nulla vieta un cumulo delle domande.

Pertanto, nelle ipotesi in cui si verificano tali comportamenti, è buona usanza rivolgersi ad un legale, affinchè possa adoperarsi per la tutela dei diritti della prole e del coniuge più debole.

Avv. Lucio Vincenzo Iazzetta



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