L'obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ed autosufficienti economicamente

Fino a quando sussiste l'obbligo di mantenimento verso i figli maggiorenni?

L'obbligo di mantenimento verso il figlio maggiorenne grava su entrambi i genitori solidalmente, comprendente le spese ordinarie, le spese relative all'istruzione, lo svago o anche le eventuali vacanze.

Secondo il codice civile, in caso di separazione o divorzio: "Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:

1) le attuali esigenze del figlio;

2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;

3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore;

4) le risorse economiche di entrambi i genitori;

5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

L'assegno é automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice".

Il raggiungimento della maggiore età del figlio, non significa che per i genitori cessa il dovere di contribuire al suo mantenimento, tuttavia esso non deve essere inteso neanche come protratto all'infinito, laddove potrebbe terminare al raggiungimento di un'autosufficienza economica che sia tale da permettere al figlio di provvedere autonomamente alle proprie esigenze di vita.

L'indipendenza economica del figlio si considera raggiunta quando lo stesso percepisce un reddito adeguato alla sua professione, alle attitudini ed aspirazioni.

Inoltre l'obbligo di mantenimento cessa nel momento in cui il mancato raggiungimento dell'autosufficienza economica sia causato da un comportamento negligente o imputabile al figlio. In altre parole, se il figlio maggiorenne dovesse trovare un lavoro che gli dia una certa indipendenza economica e rifiuti in maniera ingiustificata la nuova occupazione, o ancora esprima una certa inerzia nel percorso di studi, la colpa non può che essere imputabile al figlio, pertanto non può essere fatto carico ai genitori il cosiddetto obbligo di mantenimento.

Se vengono meno i presupposti per il mantenimento del figlio, e quest'ultimo dovesse ritrovarsi privo nuovamente di un'autosufficienza economica, per via ad esempio della cessazione dell'attività lavorativa, non può risorgere l'obbligo di mantenimento in capo ai genitori, essendo invece attribuibile su di loro solo un obbligo alimentare.

E' pacifico che è sempre necessaria una pronuncia del giudice che dichiari il cessato mantenimento del figlio maggiorenne ed autosufficiente. E' obbligo del genitore provare il venir meno dei presupposti del mantenimento, come lo svolgimento di un'attività attività lavorativa esercitata dal figlio che gli permetta di ottenere un adeguato sostentamento economico o ancora è necessaria la prova dell'imputabilità del mancato svolgimento dell'attività lavorativa per colpa del figlio stesso.

Avv. Lucio Vincenzo Iazzetta




STUDIO LEGALE AVVOCATO LUCIO VINCENZO IAZZETTA

P.IVA 08394681210