La tutela del lavoratore nei casi di licenziamento

L’ordinamento giuridico attraverso la procedura di impugnazione del licenziamento, da la possibilità al lavoratore di ottenere una tutela dinanzi lo svantaggio economico che il licenziamento può produrre .

E’ importante innanzitutto conoscere quali sono le varie forme di licenziamento e come si attiva la procedura per l’impugnazione dello stesso.

Al riguardo esistono diversi motivi alla base di un licenziamento, pertanto la tutela prevista per il lavoratore è in parte diversa alla luce delle ragioni che lo determinano.

Sono nulli i licenziamenti discriminatori, ossia per discriminazione politica, religiosa, sindacale, razziale, di lingua o orientamento sessuale, o quello intimato a voce senza la consegna di una raccomandata a/r o mediante consegna a mano.

L’ordinamento altresì prevede varie ipotesi di validità del licenziamento:

1) Licenziamento per giusta causa

Esso può essere emesso anche senza preavviso, ed è conseguenza di alcune condotte particolarmente gravi poste in essere dal lavoratore.

Il codice civile le classifica in:

- rifiuto ripetuto e immotivato di eseguire la prestazione lavorativa

- durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, il lavoratore effettua la sottrazione di beni aziendali

- comportamento penalmente rilevante al di fuori dell'attività lavorativa, che fa venire meno la necessaria relazione di fiducia con il datore di lavoro

- lo svolgimento di un'attività lavorativa contemporanea presso altra azienda o datore di lavoro durante il periodo di malattia del lavoratore, la quale compromette la guarigione e il rapido rientro al lavoro

- il rifiuto di riprendere l'attività professionale dopo la visita medica che abbia accertato l'insussistenza di uno stato di malattia

2) Licenziamento per giustificato motivo soggettivo

qui è necessario il preavviso del licenziamento da parte del datore di lavoro tranne in qualche eccezionale caso, e si ha quando il lavoratore realizza comportamenti contrastanti agli obblighi previsti dal contratto di lavoro, quali:

- abbandono del luogo di lavoro senza motivo

- rissa sul luogo di lavoro

- il lavoratore minaccia un collega o un suo superiore

- violazione reiterata del codice disciplinare

3) Licenziamento per giustificato motivo oggettivo o economico

I motivi di questa forma di licenziamento sono connessi all'azienda, ossia derivanti dalla produzione o riorganizzazione del lavoro, in caso di crisi aziendale o chiusura dell’attività.

4) Licenziamento Collettivo

è detto collettivo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo che coinvolge un numero di lavoratori pari a 5 o di più ed è soggetto a specifiche procedure attivabili del datore di lavoro.

Il primo importante aspetto nella procedura per l’impugnazione è il rispetto dei termini.

In particolare essi sono due:

- primo termine - entro 60 giorni dalla ricezione o notifica della lettera di licenziamento il lavoratore dovrà inviare una lettera al datore di lavoro nella quale dichiara la sua volontà di impugnare il licenziamento, esso è detto impugnazione stragiudiziale.

- secondo termine - dalla notifica dell’impugnazione stragiudiziale il lavoratore ha a disposizione 180 giorni per depositare in tribunale il ricorso contro l’atto di licenziamento.

Se l’esito è favorevole contro il provvedimento di licenziamento, per le vecchie assunzioni, resta valido l'art. 18, e il reintegro è comunque confermato in tutte le ipotesi di licenziamenti discriminatori, intimati in forma orale o disciplinari nulli.

Il Jobs Act ha invece inciso sulla possibilità di reintegro sul posto di lavoro prevista dall’art. 18 della Legge 300/70 (c.d. Statuto dei Lavoratori). Tale forma di tutela è venuta meno per tutti gli assunti dal 7 marzo 2015 con contratto a tempo indeterminato e per coloro che da questa data hanno ottenuto la trasformazione del proprio contratto di apprendistato o di lavoro a tempo determinato in un rapporto a tempo indeterminato, i quali abbiano subìto un licenziamento

economico, collettivo o formalmente viziato come ad esempio per mancanza dei motivi nella lettera di licenziamento. Pertanto per coloro assunti dopo il 7 marzo 2015 è previsto il pagamento da parte del datore di lavoro di un'indennità crescente commisurata all'anzianità di servizio, ma non il reintegro.

Avv. Lucio Vincenzo Iazzetta


STUDIO LEGALE AVVOCATO LUCIO VINCENZO IAZZETTA

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