Licenziamento disciplinare per giusta causa: l'assenza ingiustificata dal lavoro

L'assenza ingiustificata dal lavoro può essere la giusta causa di un licenziamento disciplinare?

Il licenziamento per giusta causa può essere disposto dal datore di lavoro quando il lavoratore realizza comportamenti disciplinarmente rilevanti così gravi da non consentire anche in via provvisoria la prosecuzione del rapporto di lavoro.

L'assenza ingiutificata dal lavoro pertanto può essere la giusta causa di un licenziamento, che si verifica in tronco, ossia senza concedere alcun periodo di preavviso, il quale si differenzia dal licenziamento per giustificato motivo soggettivo, il quale avviene con preavviso quando il lavoratore realizza comportamenti disciplinarmente rilevanti, ma non di tale gravità da comportare il licenziamento per giusta causa.

Il licenziamento per giusta causa non può scattare in automatico, devono essere valutate in concreto e con certezza le ragioni che portano all'assenza ingiustificata.

L'assenza ingiustificata sul luogo di lavoro si verifica quando il lavoratore è assente e non è ne in malattia, ferie o non ha richiesto permessi. Essa si verifica anche quando il lavoratore ha richiesto le ferie o i permessi, ma non ha ottenuto alcuna risposta dal proprio datore di lavoro, o quando si è dovuto assentare per un malore o malattia di un prossimo congiunto e non ha comunicato tale circostanza immediatamente al datore di lavoro.

Alle assenze ingiustificate possono conseguire delle sanzioni disciplinari e nei casi più gravi al licenziamento disciplinare per giusta causa.

L'assenza ingiustificata dal lavoro essendo un illecito disciplinare, comporta che il datore di lavoro deve rispettare le formali regole della procedura disciplinare prevista dai contratti collettivi.

Tale procedimento si articola in tre fasi:

1) Lettera di contestazione disciplinare fornita al dipendente da parte del datore di lavoro o da parte di chi ha un potere direttivo;

2) il rispetto del termine di cinque giorni forniti al dipendente per poter fornire le proprie giustificazioni e per chiedere di essere ascoltato, e prima di tale termine non può essere applicata alcuna sanzione disciplinare;

3) comunicazione dell'esito del procedimento disciplinare ed eventuale irrogazione della sanzione.

Il licenziamento disciplinare, è l'ultima spiaggia e avviene nei casi più gravi.

La gravità tuttavia va valutata in senso oggettivo e soggettivo.

In senso oggettivo vuol dire tener presente le mansioni affidate al dipendente, ed in rapporto con esse va valutata la gravità dell'assenza ingiustificata.

In senso soggettivo invece vanno valutate le cause che hanno portato all'assenza ingiustificata dal lavoro.

Sul punto si espressa di recente la Suprema Corte di Cassazione, ritenendo che nei casi di licenziamento disciplinare per assenza ingiustificata, deve essere il giudice a valutare in concreto l'entità e la gravità delle infrazioni ed il rapporto di proporzionalità tra le stesse e la sanzione del licenziamento disciplinare.

Pertanto, qualora siete stati soggetti ad un licenziamento disciplinare per giusta causa dovuto ad assenza ingiustificata sul posto di lavoro, è sempre buona norma rivolgersi ad un avvocato e non perdersi d'animo. Conviene sempre impugnare le sanzioni disciplinari e/o un licenziamento disciplinare. Restare immobili dinanzi un licenziamento disciplinare di certo comporterà la perdita della possibilità di ottenere un eventuale reintegra del posto lavorativo o dell'indennità retributiva nel caso in cui il Giudice possa valutare in concreto le circostanze che hanno portato all'assenza ingiustificata ed al suo rapporto di proporzionalità con la sanzione del licenziamento, e ritenere che quest'ultimo sia illegittimo per mancanza della giusta causa.

Avv. Lucio Vincenzo Iazzetta


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